APPROFONDISCI IL SUONO

Cos'è il suono?

Ci si riferisce al fenomeno fisico prodotto dalla vibrazione di un corpo in oscillazione. Tale vibrazione procede propagandosi nello spazio attraverso un mezzo, raggiungendo infine il nostro apparato uditivo. Per sorgente s’intende il battito delle mani, oppure lo scontro delle corde vocali; mentre per mezzo ci rivolgiamo all’aria, all’acqua, ai metalli o a qualsiasi altro elemento utilizzato dalle onde sonore per diffondersi. La perturbazione generata dalla sorgente, provoca lo spostamento delle molecole presenti all’interno, le quali colpiscono a loro volta le molecole vicine, creando così un effetto a catena favorevole alla circolazione del suono. Si calcola che la velocità attraverso cui possa propagarsi il suono per mezzo dell’aria, sia pari a 331, 2 m/s (metri al secondo) a 0°C.

Caratteristiche

La capacità di concentrarci sulle informazioni rilevanti, ignorando di conseguenza il rumore, è importante per riuscire a svolgere le attività quotidiane. Suono e silenzio costituiscono due aspetti della percezione di cui dovremmo avere quotidiana esperienza, eppure, il rumore rischia spesso di sovrastarci.

Frequenza, ampiezza e timbro

Decibel e Hertz a cosa si rifersicono?

I decibel misurano il livello d’intensità di un suono in un determinato punto. La soglia massima tollerabile da un uomo si attesta attorno ai 180 decibel. Tuttavia, a un valore di 80 (qualora l’esposizione dovesse essere costante) è consigliato adottare dei dispositivi di protezione auricolare: questo perché l’elevata ampiezza delle onde sonore potrebbe portare a una riduzione della percezione uditiva, oltre che a dolore.
Anche gli Hertz identificano la frequenza del suono. L’orecchio umano è in grado di percepire tra i 20 e i 20.000 Hz, mentre gli infrasuoni (frequenze al di sotto di 20 Hz) e gli ultrasuoni (frequenze al di sopra di 20.000 Hz) non possono essere percepiti.

Suono e rumore sono la stessa cosa?

Come definito in precedenza, il suono è il prodotto della vibrazione di un corpo in oscillazione; ciò significa che è in grado di ripetersi in modo regolare all’interno di un determinato intervallo di tempo, presentando un’unica frequenza. Al contrario, il rumore non dispone di una propria regolarità nella diffusione, poiché l’onda sonora da cui deriva contiene una frequenza dalla quale se ne snodano altre.

Secondo l’OMS (l’Organizzazione Mondiale per la Salute), il rumore all’interno di uno spazio lavorativo rappresenta una criticità, seconda solo alla qualità dell’aria. Ecco perché è fondamentale provvedere all’introduzione di prodotti che ne riducano l’intensità e il riverbero.

Eco e riverbero

Una volta incontrato un ostacolo sul proprio percorso, le onde sonore possono rifletterci contro, rifrangere oppure essere assorbite. La riflessione avviene nel momento in cui il materiale dell’ostacolo incontrato dalle onde sonore risulta composto da una sostanza non assorbente. In questo caso, l’onda sonora urta l’oggetto per poi tornare indietro. La dinamica che ne consegue può generare due effetti: l’eco e il rimbombo.

In presenza di eco, l’orecchio percepisce due suoni; per distinguerli, la loro distanza deve essere pari a 1/10 sec. A queste condizioni, l’organo preposto alla funzione uditiva è in grado di riconoscere sia il suono emesso, che quello riflesso. Calcolando la velocità attraverso cui si propaga il suono per mezzo dell’aria (331, 2 m/s a 0° gradi e 343,4 m/s a 20°), le onde dovrebbero percorrere almeno 33 / 34 metri per far sì che l’orecchio ne percepisca l’eco. 

Qualora la distanza dovesse essere inferiore a 1/10 sec., il suono andrebbe a riflettere contro l’ostacolo, senza però tornare verso la sorgente. In questo caso, il suono riflesso andrà a sovrapporsi al suono emesso, provocando l’effetto del riverbero (o rimbombo). 

L’introduzione di prodotti fonoassorbenti all’interno degli spazi confinati, consentirebbe a chiunque di arginare tali conseguenze. Alcuni dei materiali incontrati dalle onde sonore, inoltre, potrebbero concorrere alla loro diffusione. In questo caso, sarebbe opportuno parlare di rifrazione: fenomeno che si verifica nel momento in cui le onde attraversano aree a velocità diverse, deviando perciò la loro direzione. A causa della differente densità dei mezzi (vetro e aria), una parte delle onde sonore verrebbe trasmessa all’interno del vetro, mentre l’altra finirebbe col riflettersi nell’aria, non più in direzione della sorgente di partenza.

Quando ci si riferisce a determinati standard di fonoassorbenza, è bene sottolineare come quest’ultimi dipendano dalla dimensione degli spazi e dal loro utilizzo. In generale, per ridurre l’eco e migliorare gli standard acustici all’interno di una stanza, è consigliato un range di fonoassorbenza che si aggiri tra lo 0.5 e lo 0.7 (dove 1 rappresenta l’assorbimento totale). A tale scopo, svolgono un ruolo chiave i materiali selezionati (tappeti, tendaggi pesanti, pannelli fonoassorbenti etc. …), così come la disposizione all’interno dell’area d’interesse e la percentuale di copertura delle superfici. 

Coefficienti di fonoassorbenza

Tuttavia, al netto delle variabili presentate, possono tornare utili delle linee guida di carattere generale; quest’ultime forniscono dei dati approssimativi compresi all’interno di una scala di valori.

SALE CONFERENZE O AULE SCOLASTICHE

Coefficienti di fonoassorbenza compresi tra lo 0.6 e lo 0.8, possono concorrere alla riduzione dell’eco, favorendo di conseguenza la comunicazione all’interno di sale conferenze e aule scolastiche.

STUDI DI REGISTRAZIONE

Nel caso specifico, è consigliato puntare a livelli di assorbimento più alti, spesso intorno allo 0.8 o superiori. L’obiettivo, è quello di ottenere registrazioni cristalline, al sicuro da rumori eccessivi.

SALE CONFERENZE O AULE SCOLASTICHE

Coefficienti di fonoassorbenza compresi tra lo 0.6 e lo 0.8, possono concorrere alla riduzione dell’eco, favorendo di conseguenza la comunicazione all’interno di sale conferenze e aule scolastiche.

STUDI DI REGISTRAZIONE

Nel caso specifico, è consigliato puntare a livelli di assorbimento più alti, spesso intorno allo 0.8 o superiori. L’obiettivo, è quello di ottenere registrazioni cristalline, al sicuro da rumori eccessivi.

SALE CONCERTO O TEATRI

Per quanto riguarda sale concerto e teatri, i livelli di fonoassorbenza possono variare in base alle caratteristiche strutturali, al “vuoto” tra palco e platea e all’impianto audio. Tuttavia, dei valori compresi tra lo 0.7 e lo 0.9 possono concorrere al miglioramento del comfort acustico.

UFFICI

All’interno di questi spazi, un livello di fonoassorbenza pari a 0.5-0.7, può contribuire alla riduzione del rumore di fondo, migliorando di conseguenza sia la qualità della comunicazione che la produttività dei dipendenti.

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